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Intervista a Guido Cocozza Biohacker

Oggi intervistiamo Guido Cocozza, laureato in Ingegneria Elettronica con specializzazione in biomedica. Dopo un decennio di esperienza come Project Manager in una multinazionale, ha deciso di intraprendere un nuovo percorso dedicato al benessere olistico.

Vuole promuovere un approccio completo al benessere, unendo la formazione tecnica alla consapevolezza olistica. Ti invitiamo a esplorare il suo studio e a scoprire le molteplici possibilità per raggiungere un equilibrio armonioso nella tua vita.

Guido Cocozza

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Nome, Cognome e professione? Di cosa si occupa esattamente la tua professione?

Mi chiamo Guido Cocozza. Ho una laurea in Ingegneria Elettronica con specializzazione in biomedica.

Ho lavorato per 10 anni in una multinazionale come Project Manager e poi ho cambiato vita immergendomi nel mondo olistico.

Ho uno studio a Roma, insieme alla mia socia Daniela, in cui ci occupiamo di molte discipline per il benessere della persona a 360°: Hatha Yoga, Meditazione, Mindfulness, Bagni Sonori, Trattamenti energetici, Massaggi, Tantra, Ayurveda, Riflessologia Plantare, Ginnastica Posturale, Piramidologia, Radionica e Radiestesia, Medicina Funzionale (Mineralogramma).

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Come hai scoperto il mondo del biohacking e cosa ti ha spinto ad interessartene?

Ho scoperto il mondo del biohacking attraverso i social e ho capito che le discipline di cui mi occupavo potevano essere considerate tecniche di biohacking.

Quindi ho iniziato a divulgarle e a creare il mio percorso di biohacking dopo averne provato i benefici su me stesso.
In realtà si tratta di discipline antiche che dobbiamo solo riscoprire perché sempre valide per il benessere dell’uomo moderno.

Qual è la tua definizione personale di biohacking?

Il biohacking è per me uno stile di vita sano che mette l’individuo al centro della propria vita.

Alla base del biohacking c’è la Consapevolezza che siamo noi gli artefici del nostro destino e che abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per vivere a lungo e in salute. Naturalmente c’è bisogno di studio (il vero biohacker si informa prima di applicare qualsiasi nuova tecnica), disciplina (il cambiamento non è veloce e necessita di lavoro e costanza), coraggio (è necessario uscire dalla propria zona di comfort per cambiare e migliorare) e curiosità (per introdurre nella propria vita tecniche nuove).

Quali pratiche di biohacking hai integrato nella tua vita quotidiana?

Per me il biohacking è un vero e proprio approccio olistico al benessere, quindi cerco di applicare diverse tecniche nell’arco della settimana.

Sono un istruttore di Hatha Yoga e credo che sia una delle discipline più complete per il nostro benessere.

Pratico giornalmente le varie tecniche che fanno parte dello Yoga:

  • Asana: le posizioni per lavorare sul corpo fisico,
  • Pranayama: le tecniche per lavorare sul respiro,
  • Concentrazione e meditazione: le tecniche per lavorare sulla sfera mentale,
  • Mudra: le posizioni delle mani per lavorare sulla sfera energetica.

Ogni giorno, appena sveglio, faccio la doccia fredda. Mentre i bagni nel ghiaccio li pratico due volte a settimana.

Da quando mi interesso del biohacking ho iniziato a prestare particolare cura all’alimentazione seguendo una dieta chetogenica e applicando il digiuno intermittente una volta a settimana.

Come strumento tecnologico per monitorare i miei stati mentali utilizzo il Muse.

Come esame di screening adoro il Mineralogramma (Analisi Tissutale del capello) in modo da monitorare il livello dei minerali e di metalli pesanti nel mio corpo. Per effettuare il prelevamento dei campioni dei capelli che effettuo nel mio studio ho seguito un corso di Medicina funzionale.

Puoi condividere un esempio specifico di una tecnica di biohacking che hai trovato particolarmente efficace per te?

Come anticipato, dal mio punto di vista, trovo lo Yoga una delle tecniche di biohacking più complete.

Quando si parla di Yoga si pensa esclusivamente al lavoro fisico con le varie posizioni (asana). Questa è solo una parte dello Yoga che, in realtà, è un percorso che comprende molte tecniche antiche da utilizzare insieme per la nostra evoluzione.

Le definisco tecniche antiche in quando ne parlava già, duemila anni fa, Patanjali negli Yoga Sutra, il primo libro scritto sullo Yoga. Praticamente è stato uno dei primi libri sul biohacking.

Cosa sono Yoga e Tantra nello specifico?

Lo Yoga è una disciplina millenaria che ha come scopo la nostra “liberazione” per riscoprire la nostra vera natura divina.

Tutte le tecniche dello Yoga di cui prima ho parlato hanno lo scopo di calmare la nostra mente. In pratica gli antichi Maestri avevano capito che tutti i nostri problemi nascono nella sfera mentale e lo Yoga è proprio il percorso per ritrovare armonia nelle nostre vite.

Il Tantra è una vera e propria filosofia di vita in cui la sessualità è vista nella sua sacralità. Gli antichi Maestri avevano capito che quella sessuale è l’energia più potente che abbiamo ma la usiamo nel modo sbagliato oppure facciamo finta che non esiste.

Il massaggio Tantra è un vero e proprio percorso esperienzale energetico che permette all’uomo e alla donna di riscoprirsi con rispetto reciproco ed è l’idelae per ritrovare l’armonia di coppia.

Il nostro studio è specializzato in massaggi e corsi di Tantra per uomini, donne e coppie.

Ci sono eventi a cui partecipare dove ti possiamo trovare?

Nel nostro studio olistico a Roma effettuiamo corsi di Yoga, moltissime tipologie di massaggio (Ayurveda, Californiano, Hot Stone, Shiatsu, Kobido, Riflessologia Plantare, Thai Oil, Rilassante) e ginnastica posturale individuale.

Ogni mese organizziamo un Bagno Sonoro Sciamanico di gruppo con Campane di Cristallo.

Poi in estate organizziamo vacanze dedicate al nostro benessere in Umbria e Sardegna dove provare i nostri trattementi e vivere l’esperienza delle varie attività di crescita personale (La Notte dei Desideri, La serata delle Stelle, Yoga della risata, Bagno sonoro, Biodanza).

Hai notato dei cambiamenti significativi nei tuoi livelli di energia, salute generale o prestazioni cognitive attraverso le tue pratiche di biohacking?

Certamente. Praticare le tecniche di biohacking giornalmente e con costanza mi ha permesso di stare meglio in tutti i foderi del mio corpo: fisico, emotivo, mentale ed energetico.

Il primo effetto l’ho sperimentato a livello fisico grazie alle posizioni dello Yoga che hanno migliorato la mia flessibilità, forza e resistenza.
Le tecniche del respiro (Pranayama) hanno potenziato la mia capacità respiratoria e le utilizzo spesso anche per calmare la mente e far diminuire ansia e stress.

La concentrazione e la meditazione sono utili per migliorare le mie capacità mentali e focalizzarmi meglio sugli obiettivi.
Anche il mio sistema immunitario è notevolmente potenziato e ormai sono anni che non prendo un raffreddore o la classica influenza stagionale (anche grazie ai bagni nel ghiaccio e alle docce fredde).

Che tipo di integratori usi? Fai utilizzo di Nootropi?

Utilizzo diversi tipi di integratori per purificare l’organismo, ottimizzare il livello dei minerali nel corpo, migliorare la funzionalità dei vari organi e migliorare le capacità mentali.

Utilizzo vari Nootropi a base di L-teanina ed estratti vegetali di Bacopa, Ashwagandha, Rhodiola, foglie di olivo e curcuma.

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Utilizzi tecnologie o dispositivi specifici per monitorare la tua salute o supportare le tue pratiche di biohacking?

Sono innamorato del dispositivo Muse che utilizzo durante le tecniche di respirazione e meditazione per monitorare il lavoro della mente e il battito cardiaco.

Il Muse è un dispositivo di biofeedback che tramite l’EEG registra l’attività cerebrale e fornisce in tempo reale l’attività del cervello.
Sto facendo vari esperimenti per comprendere bene come tutte queste tecniche interagiscono con il cuore e le onde cerebrali e come possiamo variare coscientemente questi parametri attraverso il corretto uso della respirazione e della pulizia mentale.

Se qualcuno fosse interessato a iniziare con il biohacking, quali consigli gli daresti per cominciare in modo sicuro ed efficace?

Prima di tutto consiglierei di leggere, studiare e informarsi. Questa prima fase di preparazione è utile per comprendere quali tecniche di biohacking fanno al caso nostro. Non dimentichiamo che il biohacking deve essere personalizzato sulle esigenze specifiche della persona e non c’è una ricetta che va bene per tutti.

L’ideale sarebbe farsi consigliare e seguire da un professionista che ha già sperimentato su di sé le varie pratiche. Consiglio questa strada per non perdere troppo tempo, velocizzare l’apprendimento e non rincorrere in errori che, spesso e volentieri, sono sempre gli stessi.

Come vedi il futuro del biohacking e quali sviluppi ti entusiasmano di più?

Il biohacking sta diventando sempre più di moda, anche se molte tecniche che utilizza sono antichissime. Sono sicuro che se ne parlerà sempre di più, soprattutto perché è davvero utile ed efficace.

Gli sviluppi che più mi entusiasmano sono quelli che riguardano i supporti tecnologici che ci potranno permettere di conoscere meglio le funzionalità del nostro corpo. Un aspetto molto importante è che l’utilizzo della tecnologia ci potrà essere utile per dimostrare l’efficacia di tecniche antichissime.

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